Chiesa di San Michele Rovato

Chiesa di San Michele Rovato

La Chiesa di San Michele di Rovato, situata presso la cima del Monte Orfano, rappresenta uno dei luoghi di culto più antichi e affascinanti della zona. Costruita su un’antica piazzola druidica, questa piccola chiesa ha una storia lunga e complessa, legata a miti e tradizioni che risalgono all’epoca precristiana e longobarda. Oggi, la chiesa di San Michele è un esempio di come il patrimonio storico-artistico possa attraversare i secoli, mantenendo intatto il suo fascino e il suo significato spirituale.

Chiesa di S. Michele, Rovato

La chiesetta di San Michele ha origini antichissime. Si narra che, in origine, fosse un luogo di culto pagano dedicato a divinità druidiche. Secondo la tradizione, la chiesa fu eretta su una piazzola chiamata “castello delle streghe”, un punto sacro utilizzato per cerimonie pagane. Tuttavia, con l’avvento del cristianesimo e durante il periodo costantiniano, questo antico tempio fu convertito in una chiesa cristiana, destinata alla collettività rovatese.

Nel corso del VI secolo, i Longobardi, stabilitisi sul Monte Orfano, modificarono l’edificio originario e lo dedicarono al loro santo patrono, l’Arcangelo San Michele. Da quel momento, la chiesa di San Michele divenne uno dei principali luoghi di culto della Franciacorta, mantenendo la sua funzione per secoli. L’aspetto attuale della chiesa, risalente ai secoli IX-X, riflette molte delle trasformazioni subite nel tempo, tra cui l’aggiunta di una navata rettangolare e un’abside semicircolare orientata verso est.

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L’Architettura della Chiesa di San Michele

La chiesa di San Michele è realizzata con blocchi di pietra caratteristici del Monte Orfano, utilizzati per costruire le sue mura e la copertura. L’edificio ha una pianta rettangolare di 12 metri per 7,30 metri, con un’abside semicircolare che chiude l’aula a est. Originariamente, l’abside presentava una grande finestra centrale, poi ridotta a monofora nel XII secolo e chiusa definitivamente nel 1487. Nel corso del tempo, la struttura ha subito vari interventi, inclusi i lavori sulle aperture della parete sud e l’introduzione delle finestre rettangolari tra il XVII e il XVIII secolo, che danneggiarono parzialmente alcuni affreschi.

La copertura è costituita da una serie di travature lignee a vista, poggianti sui muri perimetrali, mentre il tetto è ricoperto da tegole a coppo. Nonostante le modifiche, la chiesa conserva ancora oggi le linee architettoniche risalenti al XV secolo, riflettendo la sua lunga storia.

Gli Affreschi della Chiesa

All’interno della chiesa di San Michele, si trovano numerosi affreschi di grande valore storico e artistico, che risalgono alla fine del XIV secolo. L’opera più importante è il ciclo di affreschi realizzato da Cristoforo da Cremona, detto Bozo, nel 1487. L’artista dipinse il catino absidale con una serie di raffigurazioni disposte come in un polittico, tra cui la Natività, due immagini dell’Arcangelo Michele e, nella parte superiore, il Cristo Pantocratore.

Purtroppo, durante le pestilenze e le epidemie tra il XVI e il XVII secolo, la chiesetta di San Michele fu utilizzata come lazzaretto e luogo di quarantena. Le pareti furono imbiancate con calce viva per motivi igienici, coprendo temporaneamente gli affreschi. Fortunatamente, questa procedura contribuì a preservarli fino ai giorni nostri, quando furono riportati alla luce e restaurati.

Il Restauro e la Conservazione

Nel 1927, la chiesa di San Michele fu dichiarata monumento nazionale. Tuttavia, nel corso degli anni, la chiesa subì un lungo periodo di abbandono fino al 1981, quando le associazioni AVIS e AIDO si occuparono del suo restauro. Gli interventi di restauro furono affidati a Silvio Meisso, che lavorò intensamente per oltre quattro mesi al recupero degli affreschi interni.

Il restauro si rivelò una sfida difficile, non solo a causa dello stato di degrado della chiesa, ma anche per i danni provocati da un tentativo di furto. Meisso riuscì a salvare le opere, rimuovendo le impurità e stabilizzando i colori originali. Il concetto di “conservazione” fu la chiave di questo restauro, poiché l’obiettivo era quello di preservare l’integrità storica e artistica della chiesa di San Michele per le future generazioni.

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San Michele: Un Simbolo Spirituale e Storico

Oggi, la chiesa di San Michele rappresenta un importante simbolo storico e spirituale per la comunità di Rovato. Anche se di dimensioni modeste, la sua posizione suggestiva presso la cima del Monte Orfano e la presenza della grotta con acqua sorgiva la rendono un luogo di grande fascino. La chiesa è diventata un vero tempio del donatore, grazie all’impegno delle associazioni che si sono prese cura della sua manutenzione.

Visitare la Chiesa di San Michele

La chiesa di San Michele è visitabile su richiesta o in particolari occasioni, come gli eventi estivi organizzati dall’AVIS di Rovato. Le sue antiche mura e gli affreschi preziosi offrono ai visitatori un’esperienza unica, permettendo loro di immergersi nella storia millenaria di questo luogo sacro.

Nonostante i danni subiti e le trasformazioni attraversate, la chiesetta di San Michele continua a sorprendere per la sua bellezza e la sua capacità di raccontare una storia che abbraccia secoli di cambiamenti, mantenendo viva la memoria delle sue origini e della devozione della comunità rovatese.